You have allowed cookies to be placed on your computer. This decision can be reversed.

Apps

×

Messaggio

EU e-Privacy Directive

This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device
Questo sito usa i cookies per l'autenticazione, la navigazione e altre funzioni. Usando questo sito accetti che possiamo piazzare i cookies sul tuo apparecchio..

Privacy Policy

e-Privacy Directive Documents

You have declined cookies. This decision can be reversed.

Vari studi hanno portato a ritenere che l'allergia sia un fenomeno normale, siamo cioè tutti allergici e intolleranti a tutto, ma mettiamo in atto dei processi attivi di controllo che ci consentono di controllare il mondo esterno (con i suoi allergeni) e quindi di non subire da questi danni o disturbi.

Quando una persona manifesta una reazione allergica significa che ha perso la capacità di controllare la sensibilità alle sostanze allergizzanti, e in questo caso la domanda da porsi è quale sia il motivo di questa incapacità.

Studi recenti, come quelli della Montalcini, hanno evidenziato le interferenze psicoemotive nella genesi delle allergie, ma sono importantissime anche le interferenze alimentari e le eventuali carenze di minerali (soprattutto Manganese, Zinco e Rame) indispensabili per la regolazione della risposta immunologia.

Le reazioni di tipo allergico possono verificarsi in numerosi distretti dell'organismo, e sono sempre legate all'incontro tra un allergene (una sostanza cioè esterna all'organismo, come il polline) e un anticorpo specifico per quella sostanza, fabbricato dall'organismo stesso. In relazione al bersaglio di queste sostanze, avremo sintomatologie diverse: se infatti il bersaglio è la pelle potremo avere orticaria o eczema, se è la laringe o la trachea potremo avere tosse spasmodica secca (laringite), se sono i polmoni e i bronchi avremo asma), e se infine sono le mucose avremo raffreddore da fieno, congiuntivite e così via.

Avvenuto questo incontro, si scatenano nell'organismo delle reazioni che coinvolgono il sistema immunitario, con il rilascio di alcune sostanze, come l'istamina, responsabili dei fenomeni di infiammazione caratteristici di tutte le reazioni allergiche.

Tra le novità scientifiche recentemente acquisite, c'è il fatto che i diversi distretti dell'organismo (pelle, apparato respiratorio, intestino) non sono in realtà così diversi come si credeva un tempo.

Una risposta di tipo asmatico può essere causata dalla ingestione di alimenti a cui si sia intolleranti, oppure all'opposto una grave allergia alle arachidi potrebbe essere innestata dalla applicazione cutanea di una crema all'olio di arachide sul sederino infiammato del bambino. Il problema allergico va sempre inquadrato in un contesto generale, che tenga conto di tutti questi elementi.

Secondo l'allergologo e immunologo Attilio Speciani, per ottenere delle indicazioni pratiche di guarigione, è necessario spesso integrare test classici delle allergie IgE con test non convenzionali (valutazione delle risposte non IgE come il Recaller Program che studia i livelli di IgG nel sangue capillare) e integrarne i risultati per aiutare una persona a guarire. Ci sono alcuni elementi di base che possono sempre aiutare il trattamento delle forme allergiche, pur tenendo da conto che il percorso terapeutico che di solito dovrebbe essere seguito è quello di riequilibrare in primo luogo la parte alimentare (capendo gli squilibri esistenti sia a causa di  intolleranze, sia a causa di una alterata regolazione dell'insulina, che favorisce una condizione infiammatoria importante), per aiutare una persona infiammata e malata a ricostruire le proprie basi in modo autonomo. Il controllo dell'iperinsulinismo ad esempio, indotto dall'eccesso di carboidrati, può ridurre l'infiammazione diffusa dell'organismo e migliorare la sintomatologia.

Ma quali sono i meccanismi delle allergie? Nei pollini, ma anche negli alimenti, sono presenti delle particelle chiamate antigeni che quando entrano nel corpo possono scatenare una reazione particolare da parte del sistema immunitario, il quale comincia a produrre anticorpi IgE tipici dell’allergia. Sul momento potrebbe non accadere nulla, ma il corpo ha memoria: ecco che l’anno seguente, rientrando in contatto con le medesime sostanze che hanno scatenato la prima reazione immunitaria, le IgE si comportano come scintille poste accanto a delle vere polveriere, vale a dire le cellule del sistema immunitario piene d’istamina. I sintomi allergici non tardano a farsi sentire ma in molti casi, quando coesiste un’intolleranza alimentare, il livello d’infiammazione può essere subito ridotto da una accurata dieta a rotazione, studiata secondo i bisogni individuali. Così facendo, nel giro di 2-3 anni è possibile far diminuire in modo consistente la sintomatologia allergica primaverile.

Alcuni alimenti possono rivelarsi dei veri e propri soccorritori del nostro sistema immunitario. Nei periodi di allergia un alto consumo di frutta e verdura non farà che apportare all’organismo delle vitamine e quei minerali di cui ha particolare bisogno. Esistono anche cibi a elevato potere antiallergico, in grado di ridurre i sintomi diminuendo lo stato di infiammazione generale. Al primo posto il cavolo-verza, poi lattuga, prezzemolo, rafano, ravanello nero e rosso: tutte verdure che contengono, tra le altre cose, molta vitamina C.
Gli oli ad alto contenuto di acido linolenico possono rivelarsi utili: non quello di oliva, in questo caso controindicato agli allergici a questa pianta, quanto l’olio di soia, mais e girasole. I semi si trovano in commercio, oggi, e possono essere sgranocchiati come rompi digiuno. L’olio di ribes nero è da considerarsi un integratore specifico: come il pesce contiene acidi omega 6 e omega 3, in grado di ridurre lo stato antinfiammatorio. 

No a formaggi, additivi e coloranti: purtroppo esistono sostanze che sono in grado d’indurre una reazione allergica, in particolare a livello nasale. I cibi ricchi di istamina, serotonina o tiramina (come banane, vino, birra, tonno fresco e in scatola, gamberetti, crostacei, formaggi, pomodori e cioccolato) dovrebbero sparire 3 giorni su 4 se la persona è ipersensibile. Un’altra categoria d’alimenti a cui guardare con attenzione è quella contenente il colorante E102, la tartrazina. In pratica è presente nei dolci industriali, cracker, sciroppi, marmellate, caramelle e chewing-gum, aperitivi colorati, sottolio e sottaceti. Infine sono da segnalare i cibi ricchi di acido acetilsalicilico: pomodori, pepe, mele, uva, vino, albicocche, pesche, ciliegie, prugne e arance.