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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità gli incidenti domestici sono, nei paesi sviluppati, la prima causa di morte nei bambini.

 Il rapporto Istat del 2011 riporta che 1 ricovero su 5 in età pediatrica è dovuto ad un incidente; il 9,8% delle morti accidentali registrate nel 2008 riguarda bambini sotto i 14 anni.

Secondo i dati Istat, in Italia nel corso dell’anno sono circa 3 milioni le persone colpite da incidente domestico: le donne hanno maggiori probabilità di infortunarsi (secondo le statistiche sono coinvolte infatti nel 68% degli incidenti domestici), seguono gli anziani e i bambini fino ai 5 anni. L’aumento del rischio è naturalmente proporzionale al numero di ore che si trascorrono in casa a contatto più frequente con oggetti, utensili ed elettrodomestici che possono essere all’origine di un infortunio (taglio, ustione, ecc..).

L’incidente domestico nella maggior parte dei casi può essere evitato, adottando semplici accorgimenti.

Le statistiche riportano che tra i più frequenti incidenti domestici che vedono coinvolto un bambino nei primi anni di vita, vi sono le cadute, le ustioni, il soffocamento, l’avvelenamento e l’annegamento.

L'attenzione degli adulti è essenziale nella prima fase di vita del bambino e, via via che il bambino diventa più autonomo nel movimento, bisogna aggiungere un'opportuna riorganizzazione degli spazi.

Nel periodo in cui la sicurezza del bambino dipende maggiormente dagli adulti che si occupano di lui, i rischi maggiori sono legati all'inesperienza, la stanchezza o la fretta.

È importantissimo imparare ad osservare attentamente la propria casa, mettendo in relazione con i possibili rischi le occasioni, le abilità e le abitudini dei bimbi, il loro piacere per la scoperta e la scarsa percezione del rischio.

Nella prima fase di vita del bambino alcune situazioni possono risultare particolarmente pericolose; è opportuno ad esempio porre attenzione alla posizione nel lettino (a pancia in su e senza cuscino), alla temperatura dell’acqua del bagnetto (ideale 37°) e la quantità presente nella vaschetta, agli oggetti che il bimbo può portare alla bocca (oggetti di piccole dimensioni o comunque con pezzi staccabili, sporchi, ecc), ad utilizzare un piano stabile per il cambio, a non bere bevande calde quando si ha in braccio un bambino, ecc.

Quando poi il bambino diventa più autonomo nel movimento, tante sono le domande che bisognerebbe farsi sulla disposizione degli spazi in casa: le prese della corrente sono a norma e protette?, i farmaci e i detersivi sono facilmente raggiungibili?, coltelli e oggetti taglienti o appuntiti sono fuori dalla portata del bimbo? gli oggetti fragili sono posizionati ad altezza opportuna?, i vetri di porte e finestre sono protetti?, i fornelli sono protetti da reticolo?, il tavolo con le sedie si trova vicino ad una ringhiera?, la spina dell’asciugacapelli è rimasta inserita?, il ferro da stiro ancora caldo è alla portata del bambino?, se ci sono scale è stata valutata l'opportunità di montare il cancelletto?...

Più domande ci poniamo, più sarà efficace la prevenzione dei rischi. Inoltre, sarà utile e opportuno per la sua consapevolezza, coinvolgere sempre di più il bambino, responsabilizzandolo adeguatamente alla sua età e capacità di pensiero.

Ad esempio, a partire dai 4-5 anni si potrà chiedere ai più piccoli di segnalare alcune situazioni pericolose (detersivi o farmaci in giro per casa, piuttosto che pentola che fuma). Coinvolgere i più piccoli, oltre a responsabilizzarli e farli diventare più consapevoli di ciò che sta loro intorno, significa anche, nei casi in cui l'incidente sia avvenuto o mancato per poco, un’occasione di apprendimento.